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12 May, 2021

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BEAUTY NEWS

of the day


Laetitia Casta, oggi 43 anni, è tra le star contemporanee che più incarnano lo stile francese. Parallelamente alla sua carriera nel mondo del cinema, l'attrice dal sorriso irresistibile ha lavorato tanto anche come modella, per servizi fotografici su importanti giornali di moda, e come volto testimonial, nelle campagne pubblicitarie di molte maison del lusso. Più rare, e proprio per questo particolarmente eccezionali, sono le volte che Laetitia Casta ha sfilato in passerella come una mannequin. Le rare volte che lo ha fatto, ha sempre scelto gli stilisti più iconici del momento, esaltando le loro creazioni attraverso il fascino magnetico. Laetitia Casta oggi è una bellissima 43enne e per celebrare il suo compleanno ripercorriamo insieme i momenti più belli dell'attrice in passerella.

Laetitia Casta in passerella per Vivienne Westwood (1996)Défilé Vivienne Westwood, Prêt-à-Porter Printemps-été 1997
Laetitia Casta in passerella per Vivienne Westwood (1996)
Pool ARNAL/PAT

Dopo le prime esperienze da modella passate perlopiù inosservate all'inizio degli anni Novanta, durante la Paris Fashion Week dell'ottobre 1996 Laetitia Casta ebbe il suo vero primo momento di gloria con la sfilata della collezione Vivienne Westwood AI96/97. Per volontà dell'irriverente stilista inglese, la giovane Casta aveva camminato sul catwalk mostrando con fare malizioso la lingerie in stile vintage sotto un abito chemisier color porpora. Una mossa che fece girare il collo di tutti i presenti al défilé e che ricordiamo ancora oggi come il vero debutto della modella nel mondo delle passerelle.

Laetitia Casta in passerella per Victoria's Secret (1998)Laetitia Casta - At A Fashion Show
Laetitia Casta in passerella per Victoria's Secret (1998)
Evan Agostini

Un paio di anni dopo, il 3 febbraio 1998, una passerella importante determinò il riconoscimento di sex symbol alla giovane Laetitia Casta. Con le sue forme sensuali, la modella sfilò sul catwalk del brand di lingerie Victoria's Secret, indossando un babydoll azzurro semi trasparente e sandali a listini con tacco alto. La bellezza genuina e non stereotipata di Casta, catalizzò l'attenzione di tutta la stampa presente all'evento e le valse - presumibilmente - l'esordio nel mondo del cinema che arrivò l'anno seguente al fianco di Gérard Depardieu.

Laetitia Casta in passerella per Jean Paul Gaultier (2000)Jean Paul Gaultier - Runway - Spring/Summer 2000 Paris Haute Couture Fashion Week
Laetitia Casta in passerella per Jean Paul Gaultier (2000)
Victor VIRGILE

Lo stilista che forse più di tutti fu conquistato da Laetitia Casta è Jean Paul Gaultier. Francesi entrambi, tra i due ci fu un'intesa particolare a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio. Il 20 gennaio 2020, la modella sfilò per la prima volta sulle prestigiose passerelle della Haute Couture parigina. La bellezza sensuale del corpo di Laetitia Casta fu messa in mostra con un body variopinto interamente ricamato e il suo viso incorniciato da enormi orecchini pendenti.

Laetitia Casta in passerella per Jean Paul Gaultier (2003)Jean Paul Gaultier - Runway - Spring/Summer 2003 Paris Haute Couture Fashion Week
Laetitia Casta in passerella per Jean Paul Gaultier (2003)
Victor VIRGILE

Lo stesso giorno di 3 anni dopo, sempre per Jean Paul Gaultier, la modella interpretò una sposa in madreperla, indossando un corpetto ricoperto di bottoni e perle e un sensazionale copricapo di conchiglie. Un vero momento show stopper alle sfilate dell'Alta Moda a Parigi.

Laetitia Casta in passerella per Roberto Cavalli (2010)Milan Fashion Week Womenswear S/S 2011: Roberto Cavalli
Laetitia Casta in passerella per Roberto Cavalli (2010)
Daniele Venturelli

Qualche anno dopo, nel 2010, dopo un periodo dedicato al cinema e alle vita privata, Laetitia Casta ebbe un momento di rinascita sulle passerelle delle Fashion Week di Milano e Parigi. Già over 30, la prorompente attrice camminò sui catwalk di Louis Vuitton e Roberto Cavalli, per le stagioni PE11 e AI11/12, riuscendo a incarnare modelli differenti della sensualità del periodo. Una moderna amazzone avvolta in un abito di chiffon ricamato a motivo animalier e decorato da stringhe prima; poi una contemporanea dame anni '50 strizzata in un vestito bustier di velluto nero.

Laetitia Casta in passerella per Louis Vuitton (2010)Louis Vuitton - PFW - Ready To Wear - Fall/Winter 2011 - Show
Laetitia Casta in passerella per Louis Vuitton (2010)
Antonio de Moraes Barros Filho

Il 18 gennaio 2020, segna l'ultimo - per ora - indimenticabile momento di Laetitia Casta in passerella. La bellissima 40enne, come altre sue colleghe top model anni ‘90, è tornata a sfilare a testimonianza di un nuovo cambiamento dei modelli di bellezza nel mondo della moda. Raggiante, e visibilmente emozionata, Laetitia Casta ha indossato un look della collezione invernale del designer francese Simone Porte Jacquemus, mostrando qualche centimetro di pelle tra il pullover cropped e la gonna a vita alta. Possiamo testimoniare che, ancora una volta, l'attenzione di tutti i presenti in sala è stata tutta e solo per lei.

Laetitia Casta in passerella per Jacquemus (2020)Jacquemus
Laetitia Casta in passerella per Jacquemus (2020)
Gorunway


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Sopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celeb Sopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celebSopracciglia: i peggiori errori delle celeb

Se si dovesse individuare un segmento beauty che più di altri identifichi periodi storici ben precisi, la cura delle sopracciglia sarebbe tra i più votati. Il modo in cui decidiamo di incorniciare lo sguardo, è infatti più che mai mutevole. Ogni anno o quasi si assiste ad un cambio di rotta e a volte stare al passo è difficile, anche se il consiglio numero uno è sempre quello di scegliere la forma di sopracciglia che valorizzi al meglio il viso, piuttosto che quella sfoggiata dalla celeb del momento.

Sottilissime stile decadi Novanta-Duemila, folte come negli anni più recenti, alzate verso l’alto o spettinate, sono tantissimi i modi in cui si possono portare. Qualunque sia la decisione, ancor prima di definizione e make-up, si deve pensare alla depilazione.

Per farla, i metodi sono tre: ceretta, filo arabo e pinzetta, e a volte scegliere verso quale dirigersi può non essere semplice. Per questo, abbiamo chiesto a Claudia Milia, esperta di sopracciglia e fondatrice del salone milanese Plumes, di guidarci verso la soluzione ad hoc.

«Non esiste un metodo universalmente migliore degli altri, dipende molto dalle esigenze della persona, dal tipo di pelle e dal risultato che si desidera ottenere. Noi solitamente partiamo da una fase di studio e consulenza personalizzata, volta a stabilire queste dinamiche», spiega.

CERETTA Se dovesse però individuare un’opzione da scartare, quella sarebbe la ceretta. «Quando abbiamo aperto il salone la facevamo ma poi le richieste sono diventate sempre meno quindi l’abbiamo abbandonata. Tra le tre tecniche è sicuramente quella più datata e che consente di essere meno precisi perché lavora su una parte più ampia di viso. Inoltre è un po’ invasiva e lo strappo rischia di stressare la pelle». Di contro, però, probabilmente è anche una di quelle prese maggiormente in considerazione da chi all’estetista preferisce il fai da te casalingo, anche se compierla da autodidatta non è sempre semplicissimo. Fondamentale, infatti, essere dotate di estrema pazienza e precisione onde evitare di strappare là dove non si dovrebbe, e ritrovarsi con danni non semplicissimi da tamponare. Se questa tecnica è sconsigliata alle pelli più sensibili perché potrebbe provocare irritazioni e arrossamenti, ha anche il vantaggio di ritardare abbastanza la ricrescita dei peli. Se decidete di farla a casa, subito dopo non dimenticatevi di lenite la zona con il passaggio di una lozione emolliente.

PINZETTA Per quanto riguarda le altre due tecniche, la scelta si basa quasi esclusivamente su una preferenza soggettiva. «Noi spesso le usiamo in combinata e questo ci permette di ottenere i risultati migliori. Le prime volte solitamente partiamo dalla pinzetta perché permette di essere più precisi e accurati, e quando si deve definire la forma è essenziale». Anche in questo caso, se ci si muove a casa da sole, magari per un ritocco last minutes, la regola è quella di prestare la massima attenzione a dove si mettono le mani, tenendo ben presente che un pelo strappato incautamente per ricrescere potrebbe metterci anni.

FILO ARABO Quest’ultimo è uno dei modi più in voga degli ultimi anni, anche se come svela Claudia Milia, non è sempre stato così. «All’inizio c’era un po’ di diffidenza da parte delle clienti perché si credeva strappasse il pelo ma non è assolutamente vero, visto che la tecnica prevede che venga estirpato dal bulbo». Nata nei Paesi arabi, lì le donne la praticano ancora seguendo la tradizione, ovvero muovendo con la bocca il filo di cotone che serve per eliminare il pelo. «Quello è solo uno dei metodi. Un altro prevede l’uso del collo ma nel più comune in Occidente ci si avvale delle mani. Attorcigliare il filo tra le dita e procedere con un veloce susseguirsi di movimenti, oltre ad essere pratico è estremamente più igienico. Aspetto fondamentale, soprattutto in questo periodo storico in cui le altre tecniche sono precluse». La depilazione con il filo può dare qualche sensazione di fastidio durante la seduta ma nulla più. In compenso, lascia la pelle estremamente liscia e levigata e non la traumatizza, per questo è adatta anche a chi è particolarmente sensibile o soggetta a irritazioni e sfoghi cutanei. Inoltre, è estremamente veloce da compiere e può essere utilizzata anche in altre parti del viso. Anche per quanto riguarda la durata sembra avere una marcia in più. Per il ritocco post depilazione da filo, infatti, indicativamente si può aspettare un mese, contro le tre settimane delle altre tecniche.

 



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MadonnaAll Blondes Detox Mask di Schwarzkopf ProfessionalMarilyn MonroeBlond Absolou Bain Lumière Shampoo di KérastaseDonatella VersaceHydra Blond Shampoo Vegetale Antigiallo di BiomedGwen StefaniHeart of Glass Intense Treatment di DavinesGo Blondie Shampoo di Jean Louis DavidRettoreBlondMe Blonde Wonders Glaze Mist di Schwarzkopf ProfessionalRaffaella CarràNo Yellow Mousse di InebryaLady GagaI Blonde Polvere decolorante di ElgonRita OraBalsamo anit-giallo Cromatix Silver di BiopointAnya Taylor-JoyPalette Biondo Platino di Schwazkopf

Le fan di Marilyn, e non solo, sono in trepidante attesa per l’uscita entro l’anno su Netflix del biopic Blonde in cui Ana De Armas si cala nei panni leggendari e, soprattutto, nei capelli platino della diva delle dive. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo firmato da Joyce Carol Oates pubblicato nel 2000, ripercorre la vita dell’attrice che, più di tutte, ha segnato l’immaginario collettivo, anche grazie alla sua chioma biondissima, diventata sinonimo di allure e glamour.

Che Norma Jean abbia ceduto il passo a Marilyn Monroe nell’istante in cui ha deciso di decolorare i capelli naturalmente castani, è evidente. Era il 1946: nel salone hollywoodiano di Frank Joseph le ciocche della star sono diventate biondo dorato dopo un trattamento chimico. Con il progredire della carriera, l’attrice ha praticamente provato tutti i tipi di biondo: cenere, champagne, miele, ossigenato, fragola e platino, fino all’apoteosi del suo essere Marilyn con l‘ice blonde. 

Non solo Marilyn, tantissime le celeb more o castane che nel corso del tempo, convertitesi al biondo chiarissimo non l’hanno più abbandonato. Tra tutte Donatella Versace che da decenni ritocca ogni quindici giorni le radici per non mostrare mai la ricrescita scura. «Se mi vedo la ricrescita scura divento matta», ha affermato la designer di recente in un’intervista al Corriere. O Raffaella Carrà, che sul caschetto liscio e decolorato ci ha praticamente costruito una carriera. Per non parlare di alcune tra le più grandi popstar del Pianeta come Madonna, Lady Gaga o Gwen Stefani, nate castane ma 100% bionde dentro.

PLATINO, COME PRENDERSENE CURA «Il biondo platino è una nuance intramontabile. Chi indossa questa tonalità trasmette un’immagine ricercata, a volte sensuale e audace, altre innocente e angelica. Credo fortemente che il biondo iconizzi l’aspetto di chi lo sceglie. Basta pensare alle dive più conosciute nel mondo. La prima cosa che visualizziamo sono i loro capelli, e quindi possiamo capire quanto chioma possa diventare una firma di stile. Sicuramente, nel passato, le celeb erano molto legate al loro colore di capelli e al loro hairstyle perché nei tempi in cui la comunicazione non era veloce come oggi, il fatto di avere un’immagine riconoscibile era per loro un simbolo per essere riconosciute anche sfogliando velocemente i giornali di moda», racconta Deris Sbabo,  Blondme Ambassador Schwarzkopf Professional Italia.

Rispetto al passato, però, cos’è cambiato? «Prima non c’era molta scelta: il biondo era solo platino. Oggi, grazie alle innovazioni dei prodotti professionali e alla competenza sempre più alta nei saloni, abbiamo la possibilità di personalizzare la tonalità di biondo in base ai colori della pelle, alle abitudini e in base al messaggio che si vuole gridare al mondo. Si spazia da biondi ambrati, sabbia, vaniglia, ghiaccio, basta ricercare la giusta tonalità. Sicuramente chi sceglie il biondo in qualsiasi sua sfumatura avrà bisogno di un’ottima manutenzione da fare a casa, con i prodotti consigliati dal parrucchiere in modo che la tonalità si mantenga al meglio possibile.  Chi ha base scura e desidera un biondo freddo avrà necessità di utilizzare uno shampoo anti giallo e una maschera super idratante, perché l’idratazione è fondamentale per avere capelli perfettamente in salute. E ogni mese o mese e mezzo è importante fare un salto in salone per una profonda ricostruzione», suggerisce l’esperto.

E in estate, al mare? «Al mare come in piscina è importante curare i propri capelli, di qualsiasi colore siano, ma ancora di più se biondi. Consiglio sempre di utilizzare  prodotti senza risciacquo con fattore di protezione. In questo modo possiamo proteggere i capelli il più possibile dall’aggressione della salsedine o del cloro. Infine, quali i trend Summer 2021 in fatto di tagli su capelli biondi? «Le forme iniziano a prendere volumi più evidenti, con sommità voluminose e le parti frontali più scalate. Per chi ama sfumature naturali l’ideale è scegliere tagli più pari con scalature frontali alla Jennifer Aniston; chi invece desidera un biondo totale può osare con scalature anni ’80 in stile Billie Eilish», conclude l’hairstylist.

COME ARMONIZZARE IL PLATINO Infine, abbiamo chiesto a Elisa Bonandini, Beauty & Style Coach, di darci qualche dritta armocromatica per chi sta pensando di passare al platino. «Parliamo di una tonalità di biondo fredda che dona maggiormente a incarnati chiari e freddi. Si armonizza bene sia con gli occhi scuri, per un effetto contrastato e magnetico (Gwen Stefani docet), sia con quelli chiari per un look glaciale. È un biondo contemporaneo, dona un look incisivo e alla moda che non passa inosservato».

MAKE-UP «I colori di ombretti che meglio si adattano al biondo platino giocano su tonalità fredde e decise come il grigio antracite, il nero, il blu notte, il bordeaux e il prugna, per un effetto a contrasto d’impatto. Se, invece, si vuole optare per un nude look sì al tortora, al nocciola e al marrone rosato. Dalle passerelle Primavera/Estate 2021, il trucco grafico e drammatico con focus sugli occhi, bordati con eyeliner nero opaco è perfetto, così come la glaciale sfumatura di ombretto grigio-blu vista da Chanel. Le tonalità di rossetto più armoniche con il platino sono il nude rosato, il rosso ciliegia e il bordeaux».

Chanel Primavera/Estate 2021. Foto Gorunway

BIJOUX «I gioielli, soprattutto quelli intorno al viso come orecchini e collane, sono dei punti luce-colore che possono esaltare il beauty look contemporaneo della donna biondo platino. I metalli più in linea con questo tipo di biondo sono l’argento, il platino e l’oro bianco. Le pietre cromaticamente più indicate sono il brillante bianco, lo zaffiro, l’onice nera, la tanzanite, il rubino e la granata».

COLORI DA INDOSSARE «Le tonalità in armonia con il biondo platino sono fredde e intense: il nero, il blu, il bordeaux e il viola melanzana. Per chi ama i nude chiari invece sì al rosa cipria, al tortora e al bianco ottico. Tra i colori ideali per le donne biondo platino della selezione Primavera 2021 di Pantone ci sono il blu Polar Night, il grigio Ultimate Gray e il Purple».

FILTRO FOTOGRAFICO «I filtri Instagram ideali per esaltare la nettezza del biondo platino e un incarnato chiaro e freddo sono quelli che raffreddano e contrastano l’immagine. Ecco i migliori: Clarendon, Moon, Lark, Juno, Hudson».

Nella gallery le dive che hanno fatto del biondo una firma di stile e i prodotti per prendersi cura al meglio di questa nuance.

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Valentino Garavani ha vestito alcune delle più grandi icone di stile di sempre

Ogni artista ha la sua musa, e per quanto il progresso ci spinga verso nuovi strumenti creativi, tale binomio rimane inscalfibile. Una relazione che nel mondo della moda assume un duplice valore: la musa non è solo colei che ispira il couturier, ma è museo in movimento della sua opera. Nessuno meglio di Valentino Garavani ha conosciuto e sondato i misteri di un rapporto così profondo e proficuo, accogliendo nel suo Parnaso dive di Hollywood tanto quanto modelle, socialite e matrone newyorchesi, First Lady e primedonne del palcoscenico. Dall'amicizia con Jacqueline Kennedy alla complicità quasi paterna nata con l'attrice Anne Hathaway, la storia della maison è una galleria di ritratti delle donne che l'hanno attraversata, delle personalità che ne hanno influenzato lo stile, delle icone che hanno contribuito a crearne la leggenda. 

Getty ImagesLe muse di Hollywood: da Elizabeth Taylor a Anne Hathaway

Cinema e moda esercitano una fascinazione reciproca, per cui Hollywood crea un mito che gli atelier tramutano in icona. Per Valentino, il grande schermo è qualcuno da chiamare per nome: è Elizabeth Taylor, è Sophia Loren, Anne Hathaway o Gwyneth Paltrow. La Liz dagli occhi viola è la cliente più esigente. Il primo incontro avviene a Roma, negli 60, quando le riprese del colossal Cleopatra di Joseph L. Mankiewicz trattengono il cast nei set di Cinecittà per oltre un anno. In contemporanea, Spartacus di Stanley Kubrick debutta nella capitale, con Kirk Douglas, Jean Simmons e Laurence Olivier pronti a calcare il red carpet. 

Elizabeth Taylor in Valentino e Kirk Douglas durante il party per la première romana di Spartacus.Elizabeth Taylor
Elizabeth Taylor in Valentino e Kirk Douglas durante il party per la première romana di Spartacus.
Getty Images

“Ho già un abito Dior per l'occasione, ma vorrei sfoggiare una sua creazione. Se l'abito sarà bello, mi starà bene e mi piacerà, allora lo indosserò” - poche parole che risuonano nella memoria di Garavani, quando racconta alla giornalista Fern Mallis il primo incontro con l'incontentabile Elizabeth. Bianchi e in stile Impero, gli abiti Valentino indossati dall'attrice per la première furono due, primi di una kermesse di look indimenticabili. 

Elizabeth Taylor e Valentino Garavani a Roma nel 1991 durante il party per celebrare i primi 30 anni di storia della maison. Per l'occasione, l'attrice indossa uno dei due capi couture sfoggiati per la première di Spartacus nel 1961.Elizabeth Taylor Dancing with Valentino
Elizabeth Taylor e Valentino Garavani a Roma nel 1991 durante il party per celebrare i primi 30 anni di storia della maison. Per l'occasione, l'attrice indossa uno dei due capi couture sfoggiati per la première di Spartacus nel 1961.
Getty Images

Con Sophia Loren l'amore è più immediato, spontaneo, partenopeo: la bellezza verace della diva e lo stile imperiale della maison coincidono in un sodalizio estetico sfociato in un'amicizia profonda, tutt'ora fra le più longeve del fashion system. 

Sophia Loren e monsieur Garavani al gala celebrativo Valentino: Thirty Years of Magic, New York, 1991.Sophia Loren
Sophia Loren e monsieur Garavani al gala celebrativo Valentino: Thirty Years of Magic, New York, 1991.
Getty Images

Dai fasti di ieri al glamour di oggi il passo è breve, e il couturier apre le porte del suo universo in total red a due pupille e “figlie adottive”, come affettuosamente chiama Gwyneth Paltrow e Anne Hathaway. Galeotto fu soprattutto  Il Diavolo Veste Prada, che nel 2006 fa incontrare Anne con Garavani e Giancarlo Giammetti. Passeggiera del T.M. Blue (yacht di monsieur Garavani) per crociere in famiglia, sposa eterea nel 2012, Anne che indossa Valentino è una delle poche certezze del jet set. 

Gwyneth Paltrow e Valentino al 59esimo Festival del Cinema di Venezia nell'agosto 2002.59th Venice Film Festival
Gwyneth Paltrow e Valentino al 59esimo Festival del Cinema di Venezia nell'agosto 2002.
Getty ImagesAnne Hathaway calca il red carpet degli 83esimi Academy Awards a fianco di Valentino Garavani, Los Angeles, 2011.83rd Annual Academy Awards - Arrivals
Anne Hathaway calca il red carpet degli 83esimi Academy Awards a fianco di Valentino Garavani, Los Angeles, 2011.
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Storia della moda
Rosso Valentino: storia di un colore iconico
Non è ciliegia, non è corallo, non è carminio. Il rosso Valentino è la sfumatura che racchiude in sé lo charme della maison: ecco come è nato e come è diventato il fil rouge (appunto) della storia del marchio
Socialite e First Lady: tra Jackie Kennedy e Diana Vreeland

Mecenate che ha portato la maison romana di Piazza Mignanelli alla ribalta internazionale è Jacqueline de Ribes. Sono i primi anni 50 quando la viscontessa francese si accorge di un giovane talento nell'atelier di Jean Desses - è un Valentino ventenne ancora in apprendistato. Dotata della preveggenza intrinseca alla vera eleganza, Jacqueline coltiva l'estro di Garavani, sino a sceglierlo nel 1968 per creare l'abito da indossare al Black & White party newyorchese organizzato dallo scrittore Truman Capote: in quella circostanza, in un gioco di parole tanto lusinghiero quanto simbolico, Valentino definì Jacqueline come “l'ultima regina di Parigi”, lui che oggi è conosciuto come “l'ultimo imperatore”. 

Jacqueline de Ribes al Black & White party di Truman Capote a New York nel novembre 1966.Jacqueline de Ribes At Truman Capote BW Ball
Jacqueline de Ribes al Black & White party di Truman Capote a New York nel novembre 1966.
Getty Images

È poi “la regina di New York”, a scorgere la genialità nell'opera di Valentino. Diana Vreeland incontra Garavani nel 1964 e la reciproca passione per il rosso fa nascere un rapporto di promozione, per cui la storica direttrice di Vogue US accompagna il couturier verso la consacrazione al successo. 

Diana Vreeland e Valentino all'apertura della mostra dedicata ai Ballet Russe del Metropolitan Museum of Art di New York nel 1978.Valentino & Vreeland Arive At A Benefit
Diana Vreeland e Valentino all'apertura della mostra dedicata ai Ballet Russe del Metropolitan Museum of Art di New York nel 1978.
Getty Images

Definitivo è poi l'incontro, avvenuto ironicamente sempre nel 1964, con un'altra Jacqueline. Jackie Kennedy abbandona Washington per New York dopo la tragica morte del marito, e come primo evento mondano assiste alla presentazione dell'haute couture Valentino - ordina sei abiti per portare il lutto, salvo poi vestirsi di bianco (sempre Valentino) nel 1968 per sposare Aristotele Onassis. Indossandolo quasi in esclusiva, Jackie O è la creatura più suggestiva della mitologia della maison. 

Valentino e Jackie Onassis durante lo show della maison dedicato alla raccolta fondi per gli Special Olympics nel 1976, New York.Valentino Fashion Show Benefit for the Special Olympics
Valentino e Jackie Onassis durante lo show della maison dedicato alla raccolta fondi per gli Special Olympics nel 1976, New York.
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Valentino Garavani, 88 anni in 8 sfilate iconiche
Uno dei primi abiti di Valentini Garavani, 1959Peter MacdiarmidValentino collezione Haute Couture Primavera Estate 1960Valentino collezione Haute Couture Autunno Inverno 1967 1968VogueCollezione total white, 1968
Vogue
Henry ClarkeVogueCollezione total white, 1968
Vogue
Henry ClarkeLa collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener WerkstatteValentino Autunno Inverno 1989 1990
La collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener Werkstatte
Victor VIRGILELa collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener WerkstatteValentino Autunno Inverno 1989 1990
La collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener Werkstatte
Victor VIRGILELa collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener WerkstatteValentino Autunno Inverno 1989 1990
La collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener Werkstatte
Victor VIRGILELa collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener WerkstatteValentino Autunno Inverno 1989 1990
La collezione rende omaggio all'arte, a Josef Hoffmann e alla Wiener Werkstatte
Victor VIRGILEIl Peace Dress di Valentino: per questo capo nel 2018 viene premiato come Valentino Primavera Estate 1991
Il Peace Dress di Valentino: per questo capo nel 2018 viene premiato come "Uomo della Moda e della Pace" all'African Fashion Gate, nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles. Il vestito è diritto e bianco con la parola “pace” tradotta in 14 lingue.
julio donosoValentino Primavera Estate 1991Victor VIRGILEValentino Haute Couture Autunno Inverno 1992 1993Bertrand Rindoff PetroffValentino Haute Couture Autunno Inverno 1992 1993Bertrand Rindoff PetroffValentino Haute Couture Autunno Inverno 1992 1993Bertrand Rindoff PetroffValentino Primavera Estate 1994Daniel SIMONValentino Primavera Estate 1994Daniel SIMONValentino Primavera Estate 1994Thierry OrbanValentino Primavera Estate 1994Daniel SIMONLa sposa di Valentino, Sharon StoneValentino Primavera Estate 1994
La sposa di Valentino, Sharon Stone
Pool ARNAL/GARCIASharon Stone, Claudia Schiffer, Karen Mulder, Christy TurlingtonValentino Primavera Estate 1994
Sharon Stone, Claudia Schiffer, Karen Mulder, Christy Turlington
Bertrand Rindoff PetroffLa sfilata per i 45 anni di carriera di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Autunno Inverno 2007 2008
La sfilata per i 45 anni di carriera di Valentino Garavani
Alessandra Benedetti - CorbisLa sfilata per i 45 anni di carriera di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Autunno Inverno 2007 2008
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Stephane Cardinale - CorbisLa sfilata per i 45 anni di carriera di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Autunno Inverno 2007 2008
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Stephane Cardinale - CorbisLa sfilata per i 45 anni di carriera di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Autunno Inverno 2007 2008
La sfilata per i 45 anni di carriera di Valentino Garavani
Stephane Cardinale - CorbisL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Karl Prouse/CatwalkingL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Pierre HOUNSFIELDL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Antonio de Moraes Barros FilhoL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Pierre HOUNSFIELDL'ultima sfilata di Valentino GaravaniValentino Haute Couture Primavera Estate 2008
L'ultima sfilata di Valentino Garavani
Dominique Charriau
Di modella in modella. Nati Abascal, Naomi Campbell e Gisele Bündchen 

A chiudere il cerchio delle muse Valentino, sono le prime vere indossatrici delle creazioni del couturier: le modelle. Rompendo la dinamica quasi commerciale per cui è la cliente a scegliere il designer, nel caso delle mannequin è Garavani a scegliere. 

Nati Abascal durante il gala per celebrare la retrospettiva Valentino - Thirty Years of Magic, New York, 1992."Valentino - Thirty Years of Magic" Gala Retrospective
Nati Abascal durante il gala per celebrare la retrospettiva Valentino - Thirty Years of Magic, New York, 1992.
Getty Images

Prima fra tutte fu Nati Abascal. Sivigliana energica e travolgente, nobile per matrimonio dopo le nozze con il marchese Rafael Medina y Fernández de Córdoba, 'Nati' è ancora una Natividad venticinquenne quando Valentino la nota sulle passerelle di New York nel 1968, chiedendole senza giri di parole di divenire volto della nuova collezione da fotografare a Capri. Ancora oggi, Nati lo accompagna sottobraccio come l'amica più intima, tanto sulla riviera caprese in vacanza quanto sul tappeto rosso. 

Valentino con Naomi Campbell e Gisele Bündchen durante la sfilata haute couture 1999-2000.Valentino, Naomi Campbell et Gisele Bündchen en 1999
Valentino con Naomi Campbell e Gisele Bündchen durante la sfilata haute couture 1999-2000.
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Come lei, Naomi Campbell e Gisele Bündchen camminano mano nella mano col designer alla fine dei suoi show anni 90, immagine di una maison rinnovata e sempre adatta ai tempi che corrono. In scatti sui social, tra i palazzi affrescati di Parigi, nei photo shoot pubblicitari, Garavani passa il testimone a Pierpaolo Piccioli, che abbraccia Naomi dopo ogni sfilata. 

Gisele Bündchen durante la sfilata haute couture 1999-2000.Haute Couture Fall -Winter 1999 -2000 Fashion Show In Paris, France On July 15, 1999.
Gisele Bündchen durante la sfilata haute couture 1999-2000.
Getty ImagesNaomi Campbell sfila per la couture Valentino autunno-inverno 1991.Défilé Valentino, Haute-Couture Automne-Hiver 1991-92
Naomi Campbell sfila per la couture Valentino autunno-inverno 1991.
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7 tendenze moda della primavera estate 2021 che sicuramente indosserete

Viste (in passerella o su Instagram), approvate, arrivate in negozio e che ora non vediamo l'ora d'indossare: queste tendenze sono un concentrato di stile e originalità, capi e accessori che presto diventeranno il passepartout della calda stagione.

Vestito nero aderente

È arrivato il momento di dire addio al classico tubino nero: la moda punta su un modello aderentissimo tagliato in jersey. A renderlo ancora più sexy e dinamico è il motivo cut-out: tagli strategici mostrano lembi di pelle nuda, mentre i lacci s'intrecciano e danno la possibilità di personalizzare il look a proprio piacere.

Khaite, Victoria Beckham, Mugler
Khaite, Victoria Beckham, Mugler
Fondali marini

Alghe, pesci, coralli e stelle marine approdano con energia i capi della primavera estate 2021: i protagonisti degli abissi non si palesano solo come fantasia ma diventano elementi décor - come gioielli - o prendono le sembianze dei capi. Un esempio sono le coppe dei reggiseni a forma di conchiglia o i tagli sinuosi con orli arricciati, tutti dettagli che si rifanno all'iconografia delle sirene.

Versace
Versace
La camicia rosa

Un tocco di rosa è sempre concesso in estate: quest'anno, però, sarà sotto forma di camicia. Lunghissima e in coordinato con i pantaloni (Prada), larghissima e sbottonata (Valentino) o taglio chemisier ( Christoper John Rogers), sostituirà con audacia il classico popeline di cotone bianco.

Prada, Valentino, Christoper John Rogers
Prada, Valentino, Christoper John Rogers
Granny, lo stile di nonne e nipoti creative

È una delle tendenze più inebrianti della prossima stagione perché mette alla prova creatività, riciclo e anche ironia: i classici quadrotti e fiori crochet realizzati con la lana avanzata non formeranno più solo le coperte della casa di campagna ma adorneranno abiti coloratissimi, borse fatte a mano e top artigianali. Un classico della tradizione che ora veste con tutta la sua forza estrosa. Vestiti, top, bikini, cappelli e borse: scegliete il vostro capo o accessorio preferito lavorato a uncinetto. Un trend che arricchisce la moda patchwork e quella delle collane di perline.

Marco Rambaldi, Philosophy by Lorenzo Serafini, Bottega Veneta
Marco Rambaldi, Philosophy by Lorenzo Serafini, Bottega Veneta
Il look elegante ma “rilassato”

Non siamo ancora pronti per abbandonare la tendenza del casual wear, soprattutto se si tratta della quotidianità, della giornata di lavoro trascorsa in ufficio dietro a un computer. Tailleur rilassati, coordinati minimali o d'ispirazione esotica sono l'essenza della moda primavera estate 2021 per l'outfit da città.

Max Mara, Bevza, Dior
Max Mara, Bevza, Dior
Schiena nuda

Si aprono inaspettati varchi sulla schiena: una scollatura prorompente, un cut out geometrico o un top lasciato aperto. Un effetto sorpresa per quei modelli accollati e apparentemente casti. 

Acne Studios, Nanushka, Hermès
Acne Studios, Nanushka, Hermès
Shorts mania

Pantaloni cortissimi e jeans sfrangiati svelano le gambe per l'estate 2021. Ecco i tre abbinamenti con shorts da copiare: t-shirt di cotone, bralette in coordinato e camicia annodata in vita.

Etro
Etro


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David di Donatello 2021: guida ai migliori film in gara

Con il cinema in lenta ripresa, la stagione dei premi non è ancora conclusa, anzi. Dopo la consegna dei Premi Oscar e almeno tre film imperdibili, arriva anche la premiazione dei corrispettivi riconoscimenti italiani, i Premi David di Donatello. L’appuntamento doppio è su Rai Uno per martedì 11 maggio: alle 11 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra i nominati in Quirinale, mentre alle 21.25 inizia la cerimonia presentata da Carlo Conti da una doppia sede, gli studi Rai intitolati a Fabrizio Frizzi e il Teatro dell’Opera, sempre a Roma, sul cui palcoscenico Laura Pausini si esibisce in una versione del brano “Io sì”, che le è valso un Golden Globe, per il film La vita davanti a sé con Sophia Loren.  Per l’occasione Sky Cinema Due ha deciso di celebrare fino al 21 maggio oltre 100 titoli nostrani, molti dei quali sono appunto in lizza per l’ambita statuetta (nelle venti categorie del premio; questo il palinsesto per 15 maggio: Miss Marx 17:40; Favolacce 19:30; 21.15 Volevo nascondermi. Le sorelle Macaluso il 13 giugno alle 21.15).

La vita davanti a sé
La vita davanti a sé
REGINE DE LAZZARIS AKA GRETA

Tra i momenti più attesi della serata dedicata al grande schermo i due David Speciale a Monica Bellucci e Diego Abatantuono, quello alla carriera per Sandra Milo e quello “dello spettatore” a Checco Zalone per Tolo Tolo. Neanche quest’anno, però, mancano le polemiche: il regista Gabriel Muccino, deluso dal basso numero di candidature – a suo parere – per Gli anni più belli (tre nomination), ha deciso di abbandonare la giuria dei David dopo varie esternazioni di disappunto (e qualche frecciatina ai colleghi “avversari”) su Twitter. Delle 23 pellicole made in Italy in nomination, almeno cinque sono da rivedere subito – e le consigliamo qui sotto – di cui tre hanno come interprete Elio Germano, protagonista assoluto di quest’annata molto sui generis in sala e sulle piattaforme.

1. L’incredibile storia dell’Isola delle rose (Netflix)

L’incredibile storia dell’Isola delle rose, film tratto da una vicenda tutta italiana e realmente accaduta, come ha raccontato a Vogue il cast capitanato da Elio Germano, si colloca a metà tra la favola e l’utopia, celebra l’ingegno nostrano e mostra l’intraprendenza giovanile. Se è stato possibile costruire un porto franco al largo delle coste della Penisola e decretarne l’identità di stato libero e indipendente, allora i sognatori del Belpaese possono davvero arrivare ovunque, dimostrandosi degni eredi di Cristoforo Colombo.

Sul set dell'Isola delle rose
Sul set dell'Isola delle rose
SIMONE FLORENA2. Favolacce (Sky Cinema Due e Amazon Prime Video)

La storia, come ci hanno raccontato i fratelli D’Innocenzo, è un duro, anzi durissimo racconto di periferia e mette in scena l’animo dark dei gemelli registi. Presentata in anteprima al Festival di Berlino, a pochi giorni dall’inizio della pandemia, vuole fare un ritratto dell’animo gretto di provincia, declinandolo nella routine di varie famiglie. Inevitabilmente le nuove generazioni, in particolare i bambini, assorbono la brutalità e l’anaffettività e tendono a ricrearla, con risultati ovviamente drammatici.

Favolacce
Favolacce
3. Miss Marx (Sky Cinema Due e Amazon Prime Video)

Diretto da Susanna Nicchiarelli, una delle registe in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2020 e ora ai David di Donatello 2021, il film segue le vicende della figlia minore di Karl Marx. Si chiama Eleanor ed è uno spirito libero, antesignana del femminismo ma soffocata dalla mascolinità tossica rappresentata dal compagno Edward, uomo privo di una qualunque forma d’intelligenza emotiva. In lei vengono evidenziati tutti i paradossi di una donna forte, emancipata, brillante, ma che poi viene soggiogata da un patriarcato che oggi come nell’Ottocento continua a imperversare.

Miss Marx
Miss Marx
4. Volevo nascondermi (Sky Cinema Due)

Al pittore incompreso Antonio Ligabue presta il volto Elio Germano, che con il ruolo ha emozionato e commosso il pubblico del Festival di Berlino. La storia svela il disagio di vivere e i problemi mentali che l’artista si è trovato ad affrontare e che ha trasposto su tela con grande talento. L’ostracismo sociale, misto a disprezzo e violenza, l’ha portato a chiudersi sempre di più nel suo mondo interiore, fatto di creature bizzarre e scenari fantastici.

Volevo nascondermi
Volevo nascondermi
chico de luigi5. Le sorelle Macaluso (Google Play)

Emma Dante porta al Festival di Venezia un racconto tutto al femminile, come ha spiegato a Vogue una delle protagoniste, Donatella Finocchiaro. Al centro della vicenda ci sono cinque sorelle che intrecciano delusioni e speranze nella periferia di Palermo. Sono diversissime tra loro eppure molto unite, ma la vita le mette a dura prova e alcuni legami iniziano a sgretolarsi, pur essendo condivisi sotto lo stesso tetto domestico. In una vera e propria giostra di emozioni, il film mostra luci ed ombre dell’animo umano.

Le sorelle Macaluso
Le sorelle Macaluso


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I pantaloni a palazzo e tutti i nostri match preferiti per abbinarli quest'anno

Sono comodi, dal taglio largo e oversize, e soprattutto molto versatili. Ma i pantaloni palazzo ci piacciono così tanto anche perché abbinarli è davvero molto facile. La loro linea elegante si presta a favolosi outfit da sera, ma l'attitude casual funziona alla perfezione anche con una T-shirt essenziale e un paio di sneakers. Li indosseremo tanto anche questa primavera, per fortuna, che è ricca di collezioni dove i pantaloni flare sono una dolce costante. Avete bisogno di qualche dritta? Abbiamo selezionato qui 5 abbinamenti must da provare subito che raccontano tutte le nuove tendenze del 2021 viste in passerella durante le ultime sfilate.

I pantaloni a palazzo con una T-shirt bianca super basic

Abbinamento classico da sfoggiare nelle occasioni più svariante. L'ideale se avete fretta di uscire e l'idea giusta per un buon look fatica a palesarsi. Funziona alla grande per il daywear e la scelta delle scarpe è piuttosto ampia: vanno bene le sneakers ma anche sandali flat ultra minimali.

Dolce&Gabbana primavera estate 2021
Dolce&Gabbana primavera estate 2021
Tory Burch primavera estate 2021
Tory Burch primavera estate 2021
Zero + Maria Cornejo primavera estate 2021
Zero + Maria Cornejo primavera estate 2021
I pantaloni palazzo con un delizioso maglione (o cardigan) crochet

Probabilmente una delle tendenze più importanti tendenze della primavera estate 2021, il crochet sarà il grande protagonista dei prossimi outfit di stagione. E declinato come maglioncino, abbinato a un paio di pantaloni palazzo, si conferma ancora un prezioso alleato salva look.

Alberta Ferretti primavera estate 2021
Alberta Ferretti primavera estate 2021
Etro primavera estate 2021
Etro primavera estate 2021
I pantaloni a palazzo con una romantica camicia a fiori

La camicia stampa floreale, magari di seta, ornata di rouches e fiocchetti, è uno dei capi preferiti della primavera 2021. A noi piace indossarla un po' con tutto, ma provatela assolutamente anche con i pantaloni flare per romantiche mise dall'ispirazione anni 70 e dall'animo gypsy.

Chloé primavera estate 2021
Chloé primavera estate 2021
Rodarte primavera estate 2021
Rodarte primavera estate 2021
I pantaloni a palazzo in completo con un blazer en pendant

L'abbinamento più amato dai grandi designer, e decisamente il più semplice da replicare. I pantaloni palazzo versione completo trionfano facile in qualsiasi occasione, provateli in total look monocromo, spezzati da top a fascia minimali o con un foulard di seta fra i capelli.

Dior primavera estate 2021
Dior primavera estate 2021
Hermès primavera estate 2021
Hermès primavera estate 2021
Max Mara primavera estate 2021
Max Mara primavera estate 2021
I pantaloni palazzo con un elegantissimo crop top

Uno degli abbinamenti più utilizzati per l'estate, da sfoggiare al mare come in città, è quello con il crop top elegante. Questi top in formato mini sono ancor più belli accostati a un pantalone dal taglio largo proprio perché riescono a ben equilibrare i volumi del look. Provare per credere.

Chanel primavera estate 2021
Chanel primavera estate 2021
Jacquemus primavera estate 2021
Jacquemus primavera estate 2021


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Gli spettatori che si sono lamentati per la mancanza di una nuova serie straordinariamente chic da vedere tutta d’un fiato sulla scia di La regina degli scacchi del 2020, ora ne hanno una nuova di zecca da attendere con trepidazione questa primavera. Halston - una miniserie di Ryan Murphy in cinque puntate – arriva il 14 maggio sul piccolo schermo con la storia fuori dall’ordinario di Roy Halston Frowick (noto come ‘Halston’), l’uomo che ha cambiato la moda americana per sempre. Ewan McGregor interpreta il personaggio che dà il titolo alla serie, affiancato dalle ‘Halstonettes’ Krysta Rodriguez (nella parte di Liza Minnelli) e Rebecca Dayan (Elsa Peretti). Se non avete ancora visto il trailer, guardatelo qui in tutto il suo abbagliante e irriverente splendore.

“Halston e Liza si conoscono, e lui subito le appoggia un tessuto addosso e comincia a modellarlo,” ha raccontato Rodríguez a Vogue, mentre brindava alla prima virtuale della serie dalla sua casa di New York questa settimana. “Ewan si è esercitato tantissimo per capire la tecnica del draping e il risultato è stato l’abito più bello che mi sia mai vista addosso – ed è venuto fuori da un unico pezzo di stoffa e un paio di spilli.”

Bianca Jagger, Halston and Liza Minelli returning to Halston's apartment at Olympic Towers after a night at Studio 54 in New York City 1979.Bianca Jagger, Halston & LIza Minelli returning to Halstons apartment at Olympic Towers after a night at Studio 54 in New York City 1979
Bianca Jagger, Halston and Liza Minelli returning to Halston's apartment at Olympic Towers after a night at Studio 54 in New York City 1979.
Vinnie Zuffante

Nella vita reale, fu la madrina di Minnelli, la poliedrica Kay Thompson, a presentare la star al designer, fissando un appuntamento nel suo studio. “Abbiamo ingranato subito, ed è diventato il mio fashion mate”, ricorda Minnelli di quell’elettrizzante primo incontro. Ben presto cominciò ad andare da lui al “101” - la sua abitazione al civico 101 della 63sima Strada Est, che era una sorta di circolo dell’elite creativa della città, e allo Studio 54. Tra gli altri c’erano Elizabeth Taylor, Andy Warhol, Bianca Jagger, Anjelica Huston, Cher e la modella Pat Cleveland. Fu Halston a organizzare la famigerata festa in bianco in onore di Jagger allo Studio 54, quella in cui Minnelli e Jagger furono fotografate mentre liberavano delle colombe bianche.

Lo stilista del Midwest era già un nome noto a quel punto. Le doti di Halston – originariamente come modista – e il suo gusto impeccabile calamitarono le clienti appartenenti all’alta società di Bergdorf Goodman, una delle quali si sarebbe dimostrata particolarmente influente. Mentre il mondo guardava John F. Kennedy giurare da presidente nel 1961, alla moglie Jackie veniva parimenti assegnato lo status di icona culturale globale – il cappellino a tamburello disegnato da Halston abbinato al cappotto verdazzurro chiaro (del costumista Oleg Cassini). Quel look straordinariamente ‘pulito’ fu il momento chiave che portò in voga la modernità. Ma c’è anche un particolare fortuito a decretare il successo mondiale del designer in un’epoca in cui non c’era ancora Internet. Gli spettatori notarono l’ammaccatura apparentemente voluta sul cappello, rimasta per sbaglio quando la first lady si era calcata il cappello in testa per impedire che volasse via durante la ventosa cerimonia d’insediamento. “Tutti quelli che lo copiarono ci aggiunsero un’ammaccatura”, disse Halston con un’alzata di spalle.

Bianca Jagger holds doves while at a party thrown by Halston at Studio 54.Bianca Jagger at Studio 54
Bianca Jagger holds doves while at a party thrown by Halston at Studio 54.
Bettmann

Otto anni dopo, nel 1969, Halston lanciò la sua etichetta di moda, che sarebbe diventata il tratto distintivo dell’era spolverata di cocaina dello Studio 54. I suoi capi di maggior successo fin dall’inizio? Gli hot pants e gli abiti chemisier in ultrasuede lavabili in lavatrice, che evocavano un lusso caratteristico e informale. Eppure, quelle semplici creazioni nascondevano la sua grande ambizione di trasformare l’industria. Halston non faceva segreto del suo desiderio di “vestire tutta l’America”, né dell’importanza della diversità.

Fu negli affari, tuttavia, che l’essenza eroica di Halston fu messa a rischio. Un’operazione fatta nel 1973 gli fece perdere il controllo del suo nome e nel 1982 firmò un accordo con JCPenney che fece inorridire l’establishment della moda, nonostante stesse di fatto abbozzando, ironia della sorte, lo schema di infinite collaborazioni future tra designer di diverse fasce. Lontano dalla sala del consiglio di amministrazione, anche le sue esagerate stravaganze (leggi: perennemente fatto) ebbero il loro peso, un aspetto che la versione ad alta tensione di Murphy non risparmia di mostrare.

Halston and models attend Diana Vreeland's Costume Exhibition at the Metropolitan Museum of Art, New York, 8 December 1981.Designer Halston and models
Halston and models attend Diana Vreeland's Costume Exhibition at the Metropolitan Museum of Art, New York, 8 December 1981.
Images Press

Ecco come il costumista diventato regista Joel Schumacher (St Elmo’s Fire, Ragazzi perduti), interpretato nella serie da Rory Culkin, ricordava quegli eccessi. “Tutti facevano qualcosa di creativo. E tutti facevamo uso di droga. Se riuscivi a sopravvivere agli anni Sessanta, un giorno ti accorgevi che eri solo un tossicodipendente e non più un’anima amante della pace.” Il primo film in cui Schumacher appare nei titoli come costumista è stato, a proposito, l’adattamento del 1972 di Play It As It Lays di Joan Didion, per il quale Halston fornì generosamente squisiti capi d'abbigliamento. “È stato uno degli amici più affettuosi e buoni che abbia mai avuto,” ha aggiunto Schumacher.

La vita di Halston s’interruppe tragicamente. Morì in California nel 1990 per complicazioni legate all’AIDS, lasciando una brillante eredità. In poco più di un ventennio, era riuscito a cambiare il modo in cui le donne si sentivano nei loro abiti e aveva dimostrato l’influenza immensamente positiva che un designer può avere sulla nostra vita quotidiana. Speriamo che Halston, più che essere una storia ammonitoria di ambizione ed eccessi, dia atto della maestria e dell’audacia di uno dei più grandi visionari della moda.

Elsa Perretti, Jack Haley Jr., Liza Minnelli, Halston, Margaux Hemingway, party Earl Blackwell per Liza Minnelli, 14 settembre 1975Earl Blackwell's Party for Liza Minnelli - September 14, 1975
Elsa Perretti, Jack Haley Jr., Liza Minnelli, Halston e Margaux Hemingway al party di Earl Blackwell per Liza Minnelli, 14 settembre 1975
Ron GalellaCher e Halston all'after party per il lancio del profumo Opium , New York, 20 settembre 1978"Opium" Perfume Launch - After Party
Cher e Halston all'after party per il lancio del profumo Opium , New York, 20 settembre 1978
Ron GalellaPat Cleveland e Halston a un party dopo i Coty Awards allo Studio Halston, New York, 19 ottobre 1972Party Following Coty Awards - October 19, 1972
Pat Cleveland e Halston a un party dopo i Coty Awards allo Studio Halston, New York, 19 ottobre 1972
Ron GalellaHalston e Bianca Jagger allo Studio 54, New York City, circa 1970Halston
Halston e Bianca Jagger allo Studio 54, New York City, circa 1970
Time & Life PicturesLiza Minnelli, Andy Warhol, Bianca Jagger e Halston a New York, circa 1970Liza Minnelli, Andy Warhol, Bianca Jagger and Halston
Liza Minnelli, Andy Warhol, Bianca Jagger e Halston a New York, circa 1970
Images PressHalston, Liza Minelli e Marisa Berenson a un party a Parigi, 27 novembre 1973Liza Minelli
Halston, Liza Minelli e Marisa Berenson a un party a Parigi, 27 novembre 1973
BettmannElizabeth Taylor e Halston lasciano St. Bartholomew Church per il matrimonio di Liza Minnelli e Mark Gero, New York, 4 dicembre 1979Liz And Halston, New York, USA
Elizabeth Taylor e Halston lasciano St. Bartholomew Church per il matrimonio di Liza Minnelli e Mark Gero, New York, 4 dicembre 1979
Carlos Rene Perez/AP/ShutterstockAngelica Huston in passerella per Halston, New York, 23 maggio 1972Angelica Huston Models
Angelica Huston in passerella per Halston, New York, 23 maggio 1972
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Mariano Fortuny, 150 anni dalla nascita di un genio della moda e del design

Non c’è niente di più poetico, in natura e in letteratura, di una farfalla che vola libera nel cielo. In occasione del 150° anniversario dalla nascita dell’indimenticabile fondatore, la magia della metamorfosi prende vita nella collezione 2021 di Fortuny. Come quando, un attimo prima di spiccare il volo, i ricami variopinti di piccole ali appena nate liberano una bellezza inaspettata, gli straordinari tessuti artistici di Imago intraprendono un nuovo viaggio nell’universo dell’interior design contemporaneo.

Imago Collection 2021
Imago Collection 2021
FortunyImago Collection 2021
Imago Collection 2021
Fortuny

Dai più rosei giardini dell’isola di Giudecca a luoghi molto lontani, come Parigi, Rabat e Central Park, fino in capo al mondo; per finire nel cuore delle più intime living room. Dieci modelli d’archivio, pattern leggendari ideati oltre un secolo fa da Mariano Fortuny y Madrazo, rinascono attraverso venticinque inedite colorway nell’ultima sconfinata proposta di cotoni stampati per l’arredamento. Il legame indissolubile con il fondatore, indimenticabile genio della moda e del design, nutre le stampe regali, i dettagli metallici e le nuance evocative – verdant green, adriatic blue, rosa dei tramonti veneziani riflessi sulle tegole dei tetti di terracotta – che sorvolano ancora una volta, come da tradizione, l’arte, la natura e la cultura di ogni angolo del mondo.

Tessuto Pigne su cotone stampato a mano
Tessuto Pigne su cotone stampato a mano
Courtesy of FortunyTessuti Navata e Marmorino su cotone stampato a mano dalla collezione Sectile 1729
Tessuti Navata e Marmorino su cotone stampato a mano dalla collezione Sectile 1729
Courtesy of Fortuny

Tutto ha avuto inizio, come in uno di quei grandi classici che non smettono mai di farci sognare, nella soffitta di Palazzo Pesaro degli Orfei a Venezia, dove Mariano Fortuny inizia ad esplorare le infinite strade e discipline della propria creatività. Nato a Granada l’11 maggio di centocinquant’anni fa, si trasferisce e risiede per un periodo nell’animo della Belle Epoque, a Parigi, dove incontra quella che diventerà la compagna della vita e della carriera, Henriette Negrin. Con lei vola a Venezia e, nel 1922, inaugura la fabbrica che ancora oggi è il cuore pulsante e la linfa vitale della più longeva e fedele produzione di tessuti artistici per l’home living.

Lo stabilimento Fortuny a Venezia
Lo stabilimento Fortuny a Venezia
Courtesy of Fortuny / Photograph by Mickey RiadLo showroom Fortuny a Venezia
Lo showroom Fortuny a Venezia
Courtesy of Fortuny / Photograph by Steven Freihon

Il savoir-faire di Fortuny non conosce limiti. Sin dagli esordi, infatti, elabora meticolose tecniche di stampa e tintura, inventa macchinari industriali iper-innovativi ed elabora segretissimi processi produttivi; con un unico scopo, quello di realizzare modelli indimenticabili e speciali. Un esempio è l’indimenticabile abito Delphos, realizzato con la prima macchina per la plissettatura della storia e amato da Marcel Proust, che lo definì “fedelmente antico ma decisamente originale”, tanto quanto da Eleonora Duse e dal resto dell’élite internazionale di tutti i tempi.

L'abito Delphos creato da Mariano Fortuny
L'abito Delphos creato da Mariano Fortuny
Courtesy of the Riad Family Collection

Alla morte di Mariano, Elsie McNeil prima e i fratelli Mickey e Maury Riad finora, continuano a perseguire l’inesauribile passione del fondatore per l’eleganza del design e l’eccellenza del cotone artistico con la mission di tramandare nuova bellezza, colorata inventiva e trasformata artigianalità al mondo intero. Quei tessuti autentici così finemente stampati con motivi e degradée unici, continuano a lasciare senza fiato ancora oggi, in oltre settecento unici color-verse per una collezione di più di settantacinque modelli originali.

Imago Collection 2021
Imago Collection 2021
Imago Collection 2021
Imago Collection 2021

In una perfetta metafora del presente, la storia ultracentenaria di Fortuny si ripete nella collezione 2021. Tra realtà e fantasia, gli inconfondibili motivi decorativi esprimono, in forma classica, damascata o geometrica, un’entusiasta preparazione al cambiamento; per spiccare il volo, ancora una volta come la prima, sulle ali della bellezza e verso un futuro migliore.



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CrocsGucciBottega VenetaMelissaHunterArizona LoveLoveShackFancy loves ManebìTevaL'Autre ChosePrada8 by YooxRoger VivierStella McCartneyJacquemusThe AtticoGia Couture x Pernille TeisbaekBirkenstock x TooGoodLanapoGiuseppe ZanottiVic Matié

Ammettiamolo, negli ultimi mesi hanno sconfitto le reginette indiscusse della scarpiera: sandali svettanti e aggraziate décolletée sono state accantonate senza tanti complimenti a favore di modelli che fino a poco tempo fa erano riservati ad occasioni che di glamourous hanno ben poco, dal giardinaggio alle passeggiate in campagna. Se sfoggiati in pubblico, causavano il levarsi del sopracciglio in segno di disappunto mentre ora fanno girare la testa per il motivo opposto. Tra le shape più gettonate dai trendsetter, spiccano zoccoli gommosi che ricordano le calzature dei Puffi, infradito con le zeppe tornate direttamente dai primi Anni 2000,  sandali da trekking con tanto di chiusura in velcro e, last out not least, slides con suola a carroarmato.

Come è potuto succedere che modelli non belli in senso tradizionale abbiano preso il sopravvento? Il primo indizio che il vento stava cambiando è arrivato con la collaborazione tra Birkenstock e Proenza Schouler. Il duo creativo ha infatti rivisitato i famosi sandali ortopedici in chiave fashion e contemporanea provocando una vera onda d’urto che ha finito per travolgere ballerine, sabot e pumps sbrilluccicanti. E così, senza preavviso, icone di stile come Gigi Hadid e Alexa Chung indossavano solo…ciabattoni. Causando una rivoluzione tra le fashion addict.

Gigi Hadid s New York nel 2019

E poi ancora. Bottega Veneta lancia lo stivaletto Puddle, interpretazione del classico modello in gomma che si porta quando piove, ed è subito tormentone. Al punto che, per la Primavera-estate 2021 il brand, vista la popolarità, si è visto costretto a proporne una versione estiva che scopre i talloni e ricorda sostanzialmente gli zoccoli olandesi. Quando tutte le certezze sembravano già venute meno, ci hanno infine pensato le Crocs a trasformarsi in oggetto del desiderio. La responsabilità in questo caso è di Justin Bieber che, per la seconda stagione consecutiva, ha firmato una collezione creata in collaborazione con il gigante delle scarpe in gomma e DrewHouse, il brand di moda della popstar.

Lilla e decorate da orsetti e arcobaleni, sono i modelli più ambiti del momento. Non da tutti, però. Il cantante ha infatti inviato un paio delle desideratissime gummy shoes alla regina dello stile minimalista, Victoria Beckham, che, dopo aver chiesto ai suoi followers su Instagram se pensavano li avrebbe indossati, al 43% che ha detto «sì» ha risposto con un sentito «preferirei morire». Sorry Justin, ci hai provato.

Uno screenshot della story postata su Instagram da Victoria Beckham

E voi da che parte state? Se non vi siete ancora convertiti alla moda dei sandali ugly, è il momento giusto per sfogliare la gallery in apertura e scegliere il modello che fa per voi. Indecisi su come indossarli? Le possibili soluzioni sono due. Puntare sui contrasti e abbinarli ad abiti romantici con maniche a sbuffo, volant e stampe floreali. Oppure sul rigore, scegliendoli per completare un outfit semplice, basico e monocromatico. Qualunque sia l’opzione preferita, ricordate che l’importante, per trovare il proprio stile, è sperimentare, divertirsi e, soprattutto, non prendersi troppo sul serio.

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Chiara Ferragni si unisce alla Bulgari family come global ambassador

L'influencer e imprenditrice digitale cremonese e Bulgari uniscono le forze con l'inizio di una nuova importante collaborazione. Il marchio italiano di alta gioielleria, infatti, ha appena annunciato l’ingresso di Chiara Ferragni nella sua prestigiosa community di PR ambassador. A pochi giorni dalla notizia di Elodie come nuova testimonial Bulgari, oggi la maison ha svelato il nuovo ruolo studiato per Chiara Ferragni, che aiuterà il marchio a comunicare i propri valori ad un audience cross generazionale e internazionale.

Sono davvero orgogliosa di entrare a far parte della Bulgari family perché ho un legame forte non solo con il brand, ma anche con Jean-Christophe Babin and Lucia Silvestri,” ha commentato Chiara Ferragni. “L’heritage di Bulgari è legato ad un’estetica e un’attitudine audace ed esuberante e a un design italiano famoso nel mondo, tutti valori che condividiamo da sempre. Questo è il motivo per cui stiamo facendo squadra, impegnandoci anche a generare un impatto positivo attraverso le attività che svilupperemo insieme.” 

Chiara Ferragni per BulgariChiara Ferragni per Bulgari
Chiara Ferragni per Bulgari
Giulio RustichelliChiara Ferragni per BulgariChiara Ferragni per Bulgari
Chiara Ferragni per Bulgari
Giulio Rustichelli

Un bellissimo regalo di compleanno per Chiara Ferragni, che ha da poco compiuto 34 anni e che da tempo è affezionata amica e cliente della casa romana. Ferragni che, proprio come Bulgari, punta su un approccio gioioso, indipendente e autentico, ha incantato nel tempo milioni di di follower in tutto il mondo e oggi è l'opinion leader digitale più famosa del pianeta. Non è certo un caso, quindi, che il marchio l'abbia scelta come ambasciatrice internazionale, trovando in lei non solo un partner prezioso ma anche la perfetta espressione di tutti i valori cari a Bulgari

Siamo onorati di dare il benvenuto a Chiara Ferragni nella Bvlgari family come nuova Global ambassador” ha dichiarato Jean-Christophe Babin amministratore delegato di Bulgari. “Penso che Chiara incarni alla perfezione lo spirito più autentico della nostra azienda, radicata in valori altamente positivi, tra cui gioia, creatività, bellezza, magnificenza e qualità, ma anche grazia e generosità. Nel suo nuovo ruolo, Chiara sarà un incredibile alleata nel far arrivare i nostri messaggi alle generazioni più giovani. È inoltre per me, come amministratore delegato, un’incredibile sparring partner per intercettare i trend del mondo del fashion e del luxury.

Inoltre, per l'occasione, Chiara Ferragni ha posato di fronte all’obiettivo del fotografo Giulio Rustichelli indossando una serie di icone della gioielleria di Bvlgari, tra cui alcuni pezzi delle collezioni B.Zero1, Serpenti e Serpenti Viper, ma anche un’incredibile collana della linea di alta gioielleria Monete. 

Chiara Ferragni per BulgariChiara Ferragni
Chiara Ferragni per Bulgari
Giulio RustichelliChiara Ferragni per BulgariChiara Ferragni Bulgari
Chiara Ferragni per Bulgari
Giulio RustichelliChiara Ferragni per BulgariChiara Ferragni per Bulgari
Chiara Ferragni per Bulgari
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Chiara Ferragni per Bulgari
Giulio Rustichelli


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A partire da oggi, 10 maggio, H&M Beauty amplia il suo beauty corner, trasformandolo nel nuovo paradiso della bellezza multibrand. Lo fa non solo con la propria linea ma anche con nomi pazzeschi, alcuni tra più popolari e altri molto promettenti. Oltre ai già noti Maybelline, L'Oréal, The Ordinary, Dr. Bronner's, I Heart Revolution ed Essie - per citarne alcuni - sulla piattaforma online troverete nomi (forse) nuovi, come Mulac, Estrid, Björn Axén e Real Techniques.

Una selezione dei prodotti beauty che troverete su hm.com
Una selezione dei prodotti beauty che troverete su hm.com

"Organizzeremo il Beauty Party che nessuno si vuole perdere - spiega Amanda Bukowski, Global Head of Marketing & Communication di H&M Beauty - Puntiamo ad essere nel beauty kit di tutti".

Dopo aver democraticizzato la moda, H&M vuole ora essere un punto di riferimento aspirazionale e accessibile anche per gli amanti della bellezza. H&M Beauty nasce per dare visibilità a chi persegue il proprio business in maniera consapevole, facendo del bene alle persone, agli animali e al pianeta. Non a caso, nella scelta degli oltre 50 marchi di make-up, capelli e skincare, la sostenibilità è stata uno dei principali fattori decisionali. E l'Italia sarà il primo mercato al mondo a introdurre online altri marchi.Prossimo step, sarà continuare questa espansione nei vari mercati. Della serie, beauty & sempre più beyond.



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I gioielli di diamanti e zaffiri, appartenuti a Stefania de Beauharnais, figlia adottiva di Napoleone Bonaparte, saranno battuti all'asta a Magnificent Jewels, in programma domani, 12 maggio, e organizzata presso il Four Seasons Hotel des Bergues di Ginevra "Il 2021 segna i 200 anni dalla morte di Napoleone. E immagino che la famiglia abbia deciso che questo fosse un buon momento nella storia per separarsi da questi gioielli che sono stati in famiglia per così tante generazioni".

Chi è Stefania de Beauharnais?

Un prezioso Toi et Moi suggella l'amore tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina de Beauharnais, ma da quella passione non arrivò nessun figlio. Una delusione vista l'ambizione del generale francese: eredi e matrimoni rimanevano dei mezzi diplomatici per controllare l'aristocrazia così come il territorio. Stefania de Beauharnais, parente stretta di Giuseppina, viene adottata all'alba del matrimonio della giovane con con Carlo II, Gran Duca di Baden. I gioielli, però, arrivano a Stefania dalla cugina Ortensia de Beauharnais, figlia del matrimonio precedente dell’Imperatrice Giuseppina. 

Press officeLa storia della parure preziosissima

Secondo Lukas Biehler, storico del gioiello, la collezione è stata progettata (forse) dal gioielliere Foncier per essere indossata in coordinato e oggi è composta da “una collana, un anello, un braccialetto, un paio di orecchini, due spille, due pendenti e una tiara”. Il set originale, però, prevede una cintura gioiello, un accessorio di moda nei primi dell'800, nato per adornare i capi stile impero di leggerissimo popeline o chiffon. Quando la collezione di diamanti e zaffiri passa alla figlia di mezzo di Stefania de Beauharnais, la principessa Josephine di Hohenzollern Sigmaringen, questa decide di smontare il pezzo per creare una tiara e un bracciale.

Successivamente la preziosissima parure francese si arricchisce con un pezzo della famiglia reale del Portogallo: la figlia della Regina del Portogallo, Antonia di Braganza, sposa Leopoldo e porterà in dono una corona, anch'essa tempestata di diamanti e zaffiri, con al centro una gemma birmana. Si completa così la parure di gioielli di diamanti e zaffiri che andrà all'asta a Magnificent Jewels.



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Lady Gaga ha trascorso due mesi in Italia per le riprese del film "House of Gucci" e ora ha fatto ritorno oltreoceano. La popstar ha salutato i fan con i look "da aeroporto": pantaloni della tuta infilati negli stivali, foulard di seta e borsa firmata. Ma l'accessorio che più ha attirato l'attenzione sono stati i guanti rosa fluo alti fino al gomito.Continua a leggere

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Bts e Blackpink dominano ancora il mondo del K-pop, ma la competizione nel settore del pop sudcoreano è estenuante e feroce, con il debutto di un nuovo gruppo (apparentemente) una settimana sì e l’altra pure.

Quindi, quando gli ENHYPEN (parte della famiglia Hybe, insieme ai BTS) hanno fatto il loro attesissimo ritorno il 26 aprile durante la conferenza stampa in live streaming per il nuovo singolo Drunk-Dazed, hanno definito - non senza ragione - il panorama musicale un “campo di battaglia”, constatando che tra i gruppi più recenti (conosciuti come la quarta generazione di idoli del K-pop) è una continua guerra per essere i migliori e i più amati dal pubblico.

La quarta generazione include gruppi come Stray Kids, Itzy, Ateez e Txt, tutti esorditi dopo il 2018 e che già vantano importanti successi in tutto il mondo. A loro si è unita una miriade di esordienti pronti a lasciare il segno nel mondo della musica.

Ecco sette tra le nuove e migliori star del K-pop da ascoltare assolutamente e subito.

1. StayC Membri: Sumin, Sieun, Isa, Seeun, Yoon e J Debutto: novembre 2020

La musica ‘idol’ coreana, con le sue connotazioni tipiche del pop progressivo, da sempre enfatizza i colori iper-saturi, i suoni sintetizzati pieni di glitch e le voci ottimizzate, offrendo un senso di euforia ai suoi milioni di fan. Il debutto del singolo delle StayC, So Bad, è stato un’esplosione rosa shocking, coi classici cori pop che volano alto rinforzati da giri di basso e fioriture scattose che ricordano il pulsante dei messaggi vocali dell’app di messaggistica sudcoreana KakaoTalk premuto ripetutamente con impazienza.

Le StayC sono state una hit istantanea, e il loro EP, Staydom, le ha rese il gruppo femminile esordiente con le più alte vendite nella prima settimana 2020-2021. Quando i tuoi CEO e producer sono i Black Eyed Pilseung (il duo sudcoreano celebre per la scrittura di testi e le produzioni), preparati ad aspettarti l’inaspettato.

2. P1Harmony Membri: Keeho, Theo, Jiung, Intak, Soul e Jongseob Debutto: ottobre 2020

Un tema molto discusso negli ultimi anni è quello della ‘noise music’ nel mondo ‘idol’. Liberamente categorizzata dai fan come K-pop disgiunto, è fatta di ritmi elettronici ultra-heavy (spesso influenzati dalla cultura rave) e suoni meccanici; un esempio su tutti: Zimzalabim delle Red Velvet (2019). Il secondo singolo dei P1Harmony, Scared, sta proprio al centro di questo genere divisivo, ma è proprio qui che si sente il loro potenziale migliore. Insieme al fragore metallico del ritornello, lanciano agli outsider un invito a credere in se stessi. Il loro ultimo EP, Disharmony: Break Out, è un osservatorio sociale a tutto tondo, imperdibile per chi ama il K-pop ad alto volume, ad alta energia e insolente.

3. Aespa Membri: Karina, Giselle, Winter e NingNing Debutto: novembre 2020

Le Aespa sono il primo gruppo nuovo della SM Entertainment dal 2014, e l’entusiasmo è arrivato alle stelle per il loro singolo d’esordio, Black Mamba (2020), col suo semplice ritornello “Aya, ya, ya, ya, ya, ya” che si conficca nel cervello con spaventosa facilità. Il loro visual concept ha radici nell’arte digitale, nell’intelligenza artificiale e nella realtà virtuale: il gruppo è composto da quattro elementi umani e quattro virtuali. Il modo in cui le due serie di ragazze interagiscono tra loro, e potenzialmente con i fan, è stato dimostrato dal breve video intitolato My, Karina, ma con solo due brani pubblicati finora, dobbiamo ancora scoprire le idee di punta della SM (e la storyline delle Aespa) in azione. Black Mamba ha raggiunto lo strabiliante tetto di 141m di view in soli cinque mesi, comunque, quindi non mancano di certo i fan in attesa di quel momento.

4. Enhypen Membri: Heeseung, Jay, Jake, Sunghoon, Sunoo, Jungwon e Ni-Ki Debutto: novembre 2020

ENHYPENThe 30th High1 Seoul Music Awards
ENHYPEN
Photo by The Sports Seoul via Getty Images

Formatisi grazie al survival show I-Land, una joint venture tra i giganti del K-pop Big Hit (oggi Hybe) e Cj E&M, gli Enhypen hanno raccolto un’enorme tifoseria ancora prima che il loro EP d’esordio, Border: Day One, uscisse a novembre 2020. Il loro producer, Wonderkid (aka Kim Tae Yun), ha tinto di psichedelia e di sfumature rock il loro EP del 2021, Border: Carnival (che ha raggiunto la straordinaria cifra di 400.000 pre-ordini), gettando le fondamenta per esaltare il miglior punto di forza degli Enhypen: le performance sul palco. Il nuovo singolo Drunk-Dazed, con la sua coreografia complessa e impegnativa, merita di essere visto, e ancora, e ancora, e ancora.

5. Purple Kiss Membri: Park Ji-eun, Na Go-eun, Dosie, Ireh, Yuki, Chaein e Swan Debutto: marzo 2021

I due singoli “di riscaldamento” — il fieramente rockeggiante My Heart Skip A Beat del 2020 e l’R&B-pop Can We Talk Again (2021) — hanno mostrato il raggio d’azione del gruppo, mentre il singolo Ponzona (2021) ha aggiunto un’ulteriore dimensione alle Purple Kiss. Il brano fonde il potente concetto di ‘girl crush’ del K-pop con sferzate di Billie Eilish e con quell’aura oscura e tagliente delle (G)I-DLE, altro noto gruppo K-pop.

Indipendentemente da come si voglia definire il processo — un’accozzaglia, una fusione, un melting pot — la capacità del K-pop di creare un arazzo coerente e coinvolgente di suoni e visioni, tratti da una dozzina di riferimenti diversi della cultura pop, non finisce mai di stupire. Anche se non si può mai predire cosa potranno lanciare di nuovo le agenzie più piccole, abbinando questa alchimia a un gruppo come le Purple Kiss, la cui presenza si può sentire anche attraverso lo schermo di un laptop, ci si può aspettare di trovarsi davanti alla prossima grande novità.

6. Weeekly

Membri: Soojin, Jiyoon, Monday, Soeun, Jaehee, Jihan e Zoa Debutto: giugno 2020

Ci vuole una grande forza di volontà per resistere al brano d’esordio delle Weeekly del 2020, Tag Me (@Me), con quell’adorabile aria brat-pop che, come tutto il buon K-pop, coniuga una dozzina di stili, incluso un intermezzo malinconico e un outro iperattivo. Uno dei vantaggi del settore è che ce n’è per tutti i gusti, dal gotico al variopinto, dall’hip-hop alle ballate, dal serio al sentimentale, e le Weeekly — che hanno vinto il premio Nuovo Artista dell’Anno ai Melon Music Awards 2020 in Corea del Sud — hanno pubblicato tre EP (We Can and We Are del 2020, e We Play del 2021) che brillano di genuine scintille, soprattutto i lati B Top Secret, Butterfly e Lucky. Per gustarti un tocco di fuga dalla realtà, lasciati trasportare dalle Weeekly.

7. WOODZ

Membro: Woodz (aka Cho Seung-youn) Debutto: con Uniq nel 2014, X1 nel 2019, come Woodz nel 2020

Dopo anni a rimbalzare da un gruppo all’altro, Cho Seung-youn ha trovato una solida base in se stesso nei panni di Woodz, con la pubblicazione del tormentone del 2020 Love Me Harder. Il suo EP d’esordio, Equal (2020), è un impetuoso giro tra forse troppi stili e suoni, ma nel secondo EP, Woops! del 2020, ha trovato un suo groove, riscaldato da un pop-rock a guida acustica. Il suo ultimo singolo, Feels Like (2021), è probabilmente il migliore. Sussurrante e seducente coi suoi languidi riff di chitarra, questo è Woodz che si spinge creativamente fino al punto di diventare come nessun altro nel panorama attuale del K-pop; anche solo per questo, merita interesse.



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Il suo stile è uno dei più amati e copiati al mondo. Ma da un po' di tempo a questa parte Olivia Palermo ha intrapreso un nuovo percorso: quello dell'imprenditrice. Dopo diverse collaborazioni con dei brand di moda, ha deciso di lanciare la sua di linea. E la scorsa settimana ha debuttato nel mondo beauty con una capsule di make up che include tre rossetti dai colori classici opachi (nei toni del rosa, dell'arancione e del bordeaux), due palette di ombretti (una naturale, per il giorno; un'altra in toni più strong per la sera) e due primer perfetti per tutti i tipi di pelle. Tutti i prodotti sono già in vendita sul sito oliviapalermo.com.

Olivia Palermo - Maggio 2021Celebrity Sightings In New York - May 07, 2021
Olivia Palermo - Maggio 2021
Jose Perez/Bauer-Griffin

Dopo aver postato una serie di scatti e video su Instagram per celebrare il lancio dei prodotti Beauty, Olivia Palermo è uscita per una passeggiata rilassante a New York, in compagnia del marito Johannes Huebl e del loro inseparabile cagnolino, Mr Butler, che trasportava in una borsa dai profili rosso acceso. Per l'occasione, Olivia ha scelto un outfit total black composto da una casacca e da un paio di pantaloni culotte effetto pelle. Ha completato il look con delle mule di suede decorate con un grande fiocco tempestato di applicazioni luminose e con dei maxi occhiali tartarugati.

Come vi avevamo già raccontato i pantaloni e i leggings sono tra i modelli must-have della primavera. Non solo: quelli più cool sono di colore nero e si portano rigorosamente in versione total black, come fa Olivia Palermo, sempre pronta a sfoggiare le ultime tendenze da attenta trend setter. 

Trend
Outfit leggings e pantaloni pelle: le tendenze della primavera 2021
Questa stagione i capi di pelle si indossano in versione total black


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Tra i costumi dell'estate 2021 non sai come scegliere il bikini più adatto a te? Ecco qui 4 consigli moda per scoprire qual è il modello migliore.

Iniziamo da un fatto: non c'è un bikini che è adatto a tutte, piuttosto esistono alcuni dettagli che si combinano per creare un costume da bagno che cattura l'attenzione ed esalta il singolo corpo (perché non siamo tutte uguali!). Quindi bisogna essere accorte sulle tendenze e considerare sempre quale taglio è più adatto, senza mortificare le naturali forme della silhouette. A nostro favore c'è infatti un'ampia varietà di label beachwear che si affiancano ai grandi nomi, nate proprio per sostenere il body positive.

Comfort zone

In estate si trascorre molto tempo in costume da bagno, quindi la prima regola è scegliere un modello che fa sentire bene senza sentirsi a disagio, perché troppo scollato o troppo sgambato.

Come scegliere le fantasie dei costumi dell'estate 2021

Il “little black bikini” è sempre una garanzia, ma le fantasie possono accentuare la personalità in spiaggia (quest'anno tornano di moda i fiorati dal sapore vintage e le declinazioni animalier): un motivo leopardo può essere audace o esotico, il vichy romantico o dal tocco retrò, mentre le righe rappresentano la spensieratezza. Scegliete un motivo che siete abituate a indossare anche fuori dalla spiaggia: lo indosserete con naturalezza.

Il fattore abbronzatura

Quando si scegle un costume da bagno, bisogna sempre all'abbronzatura, tenendo sempre a mente i vestiti che s'indosserà dopo le 7 pm. A questo punto si può scegliere la forma delle coppe, lo spessore delle spalline del reggiseno, l'altezza della vita e la sgambatura degli slip.

Un costume per ogni occasione

Una volta seguiti tutti i precedente punti, si è pronte per lo shopping. Il consiglio è quello di avere un parterre di bikini per abbronzarsi e poi un set per le altre attività che si possono svolgere in riva al mare. Pensiamo a un costume per nuotare, un altro da indossare nell'orario aperitivo con un'ampia gonna lunga o un pareo annodato sul fianco.

20 costumi da bagno low cost ma che sembrano molto più costosi
MangoGiosì BeachwearAnna Koj 2021Calzedonia& Other Stories& Other StoriesOyshoMimì à la MerSolid StripedSolid StripedCOSCalzedoniaZaraMimì à la MerZaraCOSAmazuin& Other StoriesMangoOysho& Other Stories& Other StoriesMango


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Il Covid ci ha dimostrato che le prime a perdere il lavoro, in tempo di crisi, sono le donne. Ma i dati che emergono dal report “Smartworking e opportunità e rischi per il lavoro femminile” dimostrano che anche coloro che non sono state costrette a licenziarsi per la difficoltà di coniugare casa e lavoro, vedono sovrapporsi il loro ruolo di madri, lavoratrici e caregiver.Continua a leggere

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Sin dagli esordi il brand torinese Irreplaceable omaggia le personalità padrone della propria eleganza e libere di esprimere la propria indole. Obiettivi a volte difficili da raggiungere in un ambiente costellato da pregiudizi, diseguaglianze e disparità di genere. La founder del marchio Elisa Giordano, che si batte per questi valori, ha pensato di creare una collezione primavera estate 2021, che non necessariamente coincidesse con i canoni imposti dal sistema moda e dalla società.  

Che cosa l’ha spinta a celebrare la libertà delle donne e la parità di genere?  “Volevo porre l’attenzione sulle molte barriere e ostacoli che le donne devono affrontare e superare. Secondo una recente ricerca, negli USA durante la pandemia una mamma su tre ha pensato di abbandonare il proprio lavoro perché oberata dalle responsabilità. Senza adeguati sostegni pubblici questo drammatico trend rischia di abbattersi anche sull’Europa. Mi piace pensare alla mia collezione, che rende omaggio allo stile androgino, come a un omaggio a tutte loro”. 

La collezione PE 2021 di Irreplaceable vuole anche essere un inno all'indipendenza. Che cosa rappresenta per lei?  “Non credo ci possa essere libertà senza indipendenza. La ricerca dell’autonomia - non solo economica, ma anche psicologica - comincia solo quando non si può più contare sugli altri. Accettare la diversità degli altri è una premessa per accettarsi e, conseguentemente, per trovare la sicurezza necessaria ad affermarsi e rendersi indipendenti: questo è il motivo per cui, attraverso la campagna, ho voluto porre l’attenzione anche sulla body positivity".

Irreplaceable: la collezione primavera estate 2021   
Irreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele OldriniIrreplaceable SS 2021
Irreplaceable SS 2021
Gabriele Oldrini

I capi di Irreplaceable sono quindi pensati per una donna forte, orgogliosa del proprio corpo e indifferente al giudizio altrui. Vengono privilegiate le silhouette morbide e sinuose, i bordi smussati, le linee arrotondate e la maglieria, realizzata con filati naturali come il cashmere, la seta e il cotone: materiali confortevoli e comodi che danno vita a cardigan oversize, top femminili, lunghe vestaglie avvolgenti o maglie leggere con profondi scolli. 

Qual è il suo pezzo preferito della collezione? “La lunga vestaglia di cashmere leggerissimo da indossare in spiaggia, in casa o persino la sera con un total look con reggiseno di cashmere o crop top”. 

E il capo più iconico?  “Il modello continuativo Ernesto, a righe due colori, con cappuccio in cotone e cashmere: sportivo, aggraziato e dall’animo unisex”. 

Irreplaceable si nutre di ideali e creatività, ma anche di grande speranza verso il futuro della moda e delle donne. La designer sogna una moda più attenta all’individuo, in equilibrio tra la responsabilità sociale ed il profitto. Una supply chain produttiva, trasparente e tracciabile, un made in Italy eccellente e infine una digitalizzazione da intendere come diktat, sia per la fase di progettazione che per quella di sviluppo delle collezioni. Tutti obiettivi sui quali Irreplaceable sta già lavorando.

 La speranza di Elisa per l’universo femminile?  “Abbattere il pregiudizio e raggiungere la parità di genere, possibilmente anche con il sostegno degli uomini”.

Sito web www.irreplaceable.it



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